Il miglior compagno di ogni estate: il bikini

 

 

Qualche raggio di sole all’orizzonte e temperature sempre più alte. Fine Maggio. Qual periodo migliore per iniziare a pensare a spiagge dorate e acque cristalline? 
La stagione estiva tanto desiderata è ormai alle porte ed è necessario iniziare a pensare allo “ strumento” più importante , che ci accompagnerà ogni giorno e sarà compagno di mille avventure marine: il bikini.
Al pari di ogni partner che si rispetti è necessario sceglierlo con cura, affinché non si riveli inadatto alle nostre esigenze.
Ecco dunque tre consigli per non avere disagi psichici per aver perso tempo e denaro dietro soluzioni scomode o addirittura “pericolose”.

1- Preferire bikini a fascia. 
I bikini a fascia, oltre ad essere notevolmente più eleganti dei loro avversari, favoriscono una migliore abbronzatura, lasciando le spalle totalmente scoperte, e permettono dunque di non incorrere negli inestetici segni dei laccetti. 
Se proprio necessitate di “sostegni” hanno comunque in dotazione dei lacci con l’aggancio un po’ più esterno rispetto agli altri. 

2- Quest’anno affidarsi a fantasie esotiche e floreali. Avrete un alone di mistero e un quid di avventuroso estremamente affascinante. 
Viaggiatrici nomadi. Territori di infinita bellezza, dove pochi "coraggiosi" si sono mai avventurati.

3- Abbellire il tutto con bijoux colorati e pareo tinta unita, per un tocco finale di estrema classe e allegria. 

L’eleganza del resto, Valentino docet, non è altro che equilibrio tra proporzioni, emozioni e sorpresa.
Osate dunque, sorprendete, stupite, ma con un certo “equilibrio” di base.

( Articolo pubblicato su www.sald, in quanto selezionato per l’iniziativa " Ti piacerebbe diventare la nostra personal shopper per un giorno

 

 

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Il barattolo

 

Un professore, davanti alla sua classe di filosofia, senza dire parola, prende un barattolo grande e vuoto di maionese e procede a riempirlo con delle palle da golf. Dopo chiede agli studenti se il barattolo è pieno. Gli studenti sono d’accordo e dicono di si. Allora il professore prende una scatola piena di palline di vetro e la versa dentro il barattolo di maionese. Le palline di vetro riempiono gli spazi vuoti tra le palle da golf. Il professore chiede di nuovo agli studenti se il barattolo è pieno e loro rispondono di nuovo di si. Il professore prende una scatola di sabbia e la versa dentro il barattolo. Ovviamente la sabbia riempie tutti gli spazi vuoti e il professore chiede ancora se il barattolo è pieno. Anche questa volta gli studenti rispondono con un si unanime. Il professore velocemente aggiunge due tazze di caffé al contenuto del barattolo ed effettivamente riempie tutti gli spazi vuoti tra la sabbia. Allora gli studenti si mettono a ridere. Quando la risata finisce il professore dice: “Voglio che vi rendiate conto che questo barattolo rappresenta la vita…Le palle da golf sono le cose importanti come la famiglia, i figli, la salute, gli amici, l’amore, le cose che ci appassionano. Sono cose che, anche se perdessimo tutto e ci restassero solo quelle, le nostre vite sarebbero ancora piene. Le palline di vetro sono le altre cose che ci importano, come il lavoro, la casa, la macchina, ecc. La sabbia è tutto il resto: le piccole cose. Se prima di tutto mettessimo nel barattolo la sabbia, non ci sarebbe posto per le palline di vetro né per le palle da golf. La stessa cosa succede con la vita. Se utilizziamo tutto il nostro tempo ed energia nelle cose piccole, non avremo mai spazio per le cose realmente importanti. Fai attenzione alle cose che sono cruciali per la tua felicità: gioca con i tuoi figli, prenditi il tempo per andare dal medico, vai con il tuo partner a cena, pratica il tuo sport o hobby preferito. Ci sarà sempre tempo per pulire casa, per tagliare le erbacce, per riparare le piccole cose… Occupati prima delle palline da golf, delle cose che realmente ti importano. Stabilisci le tue priorità: il resto è solo sabbia”. Uno degli studenti alza la mano e chiede cosa rappresenti il caffè. Il professore sorride e dice: “Sono contento che tu mi faccia questa domanda. E’ solo per dimostrarvi che non importa quanto occupata possa sembrare la vostra vita, c’è sempre posto per un paio di tazze di caffé con un amico!”.

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‎"Era la vertigine. L’ottenebrante, irresistibile desiderio di cadere. La vertigine potremmo anche chiamarla ebbrezza della debolezza. Ci si rende conto della propria debolezza e invece di resisterle, ci si vuole abbandonare a essa"


L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL’ESSERE, Milan Kundera ღ

 

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Tra vent’anni non sarete delusi delle cose che avete fatto ma da quelle che non avete fatto.

Allora levate l’ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite. (Mark Twain)

 

 

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BAARIA

 

Un film di Giuseppe Tornatore. Con Francesco Scianna, Margareth Madè, Nicole Grimaudo, Angela Molina, Lina Sastri, Salvatore Ficarra, Valentino Picone, Gaetano Aronica, Alfio Sorbello, Luigi Lo Cascio, Enrico Lo Verso, Nino Frassica, Laura Chiatti, Michele Placido, Vincenzo Salemme, Giorgio Faletti, Corrado Fortuna, Paolo Briguglia, Tony Sperandeo, Monica Bellucci, Leo Gullotta, Franco Scaldati, Gabriele Lavia, Raoul Bova, Luigi Maria Burruano, Aldo Baglio, Elena Russo, Beppe Fiorello, Marcello Mazzarella, Donatella Finocchiaro, Sebastiano Lo Monaco 

Drammatico, durata 150 min. – Italia, Francia 2009. – Medusa uscita venerdì 25 settembre 2009. 

 

"La storia di una famiglia siciliana che prende le mosse dal ventennio fascista in cui Cicco, sin da bambino apertamente contestatore, è un pastore che ha la passione per la letteratura epica. Suo figlio Peppino, cresciuto durante la guerra, entrerà nelle file del Partito Comunista divenendone un esponente di spicco sul piano locale e riuscendo a sposare, nonostante la più assoluta opposizione della famiglia di lei, Mannina che diventerà madre dei loro numerosi figli che saranno comunque considerati da alcuni sempre e comunque ‘figli del comunista’."

 

Tornatore torna a narrare la sua Sicilia, dopo ben 21 anni dal suo celebre “ Nuovo Cinema Paradiso”, e lo fa in modo poetico ma anche estremamente reale.

“ A BAARIA la vita si dipana in poche centinaia di metri ma, ripercorrendole avanti e indietro, puoi imparare ciò che il mondo non saprà insegnarti”.

Dalle stesse parole del grande regista si scorge la profondità e il forte significato di questo “ Kolossal” costato ben 20 milioni di euro, nato soprattutto per far “ ricordare” e non solo per “ intrattenere”, unico scopo a cui il cinema italiano recentemente, purtroppo, ci aveva abituato.

Tornatore ci racconta addirittura un secolo di vita, con continuità dal 1930 al 1980, e con un inizio e una fine dedicati rispettivamente al 1910 e ai nostri giorni.

Un secolo fatto, come tutte le epoche storiche, di luci e ombre, di contraddizioni e verità non assolute.

Alla trama storica si intreccia la trama “emozionale” fatta di tantissime microstorie che si inseriscono in quella principale di Peppino (Francesco Scianna), un siciliano che si scontra con l’illusione della politica , e Mannina ( Margareth Madè) , la sua splendida moglie.

Il regista stesso sottolinea che si tratta di una sorta di opera corale e che ogni personaggio è un mondo a se stante, che si fonde nella maxistoria generale, e per questo è importantissimo. Talora anche più degli attori principali.

Non a caso tra i 197 attori secondari e le ben 35.000 comparse , spiccano nomi famosissimi quali:

“ Monica Bellucci”, “ Raul Bova”, “ Michele Placido”, “ Vincenzo Salemme”, “Beppe Fiorello”, “ Ficarra e Picone”, “ Giorgio Faletti”, “ Nino Frassica”, “ Leo Gullotta”, “ Laura Chiatti”, Nicole Grimaudo” e molti altri ancora, che rendono il complesso della storia davvero unico e sublime.

Il film infatti non narra una storia, ma “ la storia”, la nostra storia in quanto uomini.

Sono diversi gli aspetti che mi hanno affascinato molto.

Innanzitutto il reale e ben strutturato racconto delle varie epoche storiche.

Davanti ai nostri occhi scorrono in sequenza flash del periodo fascista, della seconda guerra mondiale, dello sbarco degli americani e la fine della guerra, l’avvento del comunismo e le dure lotte politiche, la strage di Portella della Ginestra del 1 maggio del 1947, gli omicidi di vari esponenti del partito comunista, il periodo del 68, la protesta contro la guerra in Vietnam, gli anni 80.

E non solo, vediamo anche l’evoluzione della società, del cinema ( da quello muto “recitato” in sala a Fellini), della televisione (  Mina che canta “ Le mille bolle blu”).

Tornatore ci lascia anche numerosi messaggi, da cogliere tra una sequenza e l’altra. Messaggi di vita, messaggi profondi e veri.

Quello centrale è proprio che la storia continua a ripetersi incessantemente e noi facciamo gli stessi errori di sempre, dimenticando un passato anche recente, che crediamo non ci appartenga più ma che è sempre vivo dietro ogni nostra azione.

Peppino guarda, dalla stessa altura, la città crescere durante tutta la sua vita. La guarda sognando delle riforme, sostenendo degli ideali che andranno via via a scontrarsi con la realtà.

Si renderà conto da solo che anche lui, come tutti gli uomini, sognava di abbracciare il mondo ma aveva le braccia troppo piccole per farlo.

E che proprio lui, volendo cambiare le cose, ha sbattuto la testa contro il muro, ma è la testa ad essersi rotta.

Tornatore ci fa vedere la vera politica, di ieri, di oggi, e purtroppo anche di domani. Fatta di uomini “ ciechi” e senza scrupoli, come l’assessore all’urbanistica, non vedente, che approva i suoi progetti solo dopo aver ricevuto apposita busta, senza sapere in concreto di cosa di tratta.

Ci fa capire che a “vincere” sono proprio gli uomini come l’amico di Peppino, traditori, che cambiano partito e idee solo per tornaconto personale e che proferiscono :” Sei troppo estremista per essere apprezzato”.

Ci mostra un mondo politico davvero vergognoso.

Ma lascia una speranza sul finale. Dopo uova rotte e serpenti neri, la mosca intrappolata nella trottola riesce a volare ed è viva.

La nostra Sicilia, costretta a restare rinchiusa per anni nella morsa soffocante di realtà senza tempo, tramandate fino ad oggi e ancora vive, può rivedere la luce e volare.

E siamo noi, giovani del 21 secolo a doverle permettere di farlo.

Doppiamo risvegliarci, proprio come Peppino, che si sveglia dal sogno della sua vita e si ritrova ai nostri giorni bambino, come se non avesse vissuto niente e fosse ancora tutto da scrivere.

Ma tornando nella sua vecchia casa trova l’orecchino perso di sua figlia e capisce che era tutto reale. Ma che , nonostante tutto, poteva ricominciare da zero.

Ciò ci fa pensare che la vita è davvero un grande sogno, in cui continueremo a dormire e svegliarci ininterrottamente, fino alla fine.

Bellissima infine la scena in cui i bimbi che corrono, padre e figlio, s’incrociano nello stesso momento, sia pur frutto di epoche diverse, metafora finale del fatto che tutto è e resterà sempre uguale, nonostante il tempo passi.

Cambierà di certo la società, l’esterno, l’involucro ma l’uomo, con le sue passioni e istinti, resterà sempre lo stesso.

Un’ultima grande lode merita la musica di Ennio Morricone, magica e coinvolgente, e il lato ironico che Tornatore, pur trattando temi forti, non ha voluto abbandonare perché “ la risata è l’anticamera di riflessioni più serie”.

 

 

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Two Lovers

 

Un film di James Gray. Con Gwyneth Paltrow, Joaquin Phoenix, Vinessa Shaw, Isabella Rossellini, Elias Koteas. Drammatico, durata 100 min. – USA 2008. – Bim uscita venerdì 27 marzo 2009.

 

"Brighton Beach, Brooklyn. Leonard, un uomo attraente quanto dal carattere complesso, torna alla casa che gli ha dato i natali dopo aver tentato il suicidio. Mentre si trova sotto lo stesso tetto degli accoglienti genitori, i quali lo aiutano con amore ma faticano a comprenderlo, Leonard conosce due donne in breve tempo. Una è Michelle, una vicina di casa tanto bella quanto misteriosa, la quale cela a sua volta problemi profondi.
Ma i genitori cercano di spingere Leonard ad avere una relazione con Sandra, la figlia dell’acquirente della tintoria di famiglia. Inizialmente sulla difensiva, Leonardo scopre in lei una profondità inattesa. Ma la possibile relazione con Sandra finisce per essere ostacolata da Michelle che gli chiede aiuto per risolvere una relazione negativa che la vede legata a un altro uomo. Ora così Michelle sembra essere attratta da Leonard il quale si trova tra due fuochi con il non improbabile rischio di riprecipitare in quello stato d’animo che lo aveva portato a tentare di togliersi la vita."

 

 

Ho trovato “ Two Lovers” molto suggestivo. Il titolo potrebbe farci pensare alla solita commedia americana in cui l’amore è stereotipato, finto e infiocchettato per bene, ma non è così.

E’ vero, al centro della storia c’è il sentimento più declamato del tempo, ma il film non è banale. Nonostante ripercorra luoghi comuni, James Gray è stato in grado di rappresentare una storia verosimile. E’ stato in grado di scavare nell’animo umano per trovare la psicologia più profonda del comportamento, di sensazioni che in alcuni di noi sono amplificate al massimo, in altri meno.

Il protagonista Leopold, magistralmente interpretato da Joaquin Phoenix,unico neo la voce del doppiatore davvero irritante,  è un uomo che ha già subito una profonda ferita. E’ un uomo sensibile ed emotivo, tanto che tenta più volte il suicidio. Gray costruisce su di lui la storia. Ci fa vedere le dinamiche della sua vita. Tutto ha un senso. Leopold non poteva che innamorarsi di Michelle, che se guardiamo bene è il suo alter ego.

Lui vede in lei se stesso e prendendosi cura di lei è come se decidesse di prendersi cura di se stesso.

Lui ha bisogno di questo. La bella Sandra, che è realmente innamorata e vuole prendersi cura di lui, non ha bisogno di sostegno. Non è fragile, indifesa, piena di problemi. E questo la rende agli occhi di Leopold poco affascinante.

Infondo io non credo che quello di Leopold per Michelle fosse pienamente amore, ma un meccanismo psicologico di difesa, da se stesso e dal fantasma della sua ex.

Molto realistico anche il modo con cui lui si “ accontenta”, con cui segue l’unica via rimasta.

James Gray non ha rappresentato un “personaggio” ma un uomo, cogliendone sfumature impercettibili ma vere. E per questo merita grandi applausi.

Il cast in generale mi ha colpito parecchio.

In un film pieno di silenzi, le emozioni di tutti sono straripate nello schermo, più loquaci di mille parole.

Un ulteriore encomio merita la fotografia del film. Coinvolgente. Triste. Contribuisce all’espressione generale di emozioni. Diventa anch’essa linguaggio.

Ho molto apprezzato le diverse citazioni, nascoste ad arte nella sceneggiatura e i pochi minuti di “Cavalleria Rusticana” inseriti ad hoc.

Bisognerebbe davvero, come proferisce Elias Koteas nei panni di Ronals, che tutti portassero le loro fidanzate spesso all’Opera.

Infine è palese il richiamo a Dostoiewski, da cui Gray “attinge ” abbondantemente.

Insomma il mio giudizio è molto positivo, non tanto per la storia in se ma per queste peculiarità che rendono il film valido, interessante e particolare.

"C’è solo un grande avventura: quella all’interno di noi stessi. "

"Io quella me**a non la tocco."

"le persone guardano le foto, non devono starci dentro."

 

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La cosa più bella di Saffo

 

Quale la cosa più bella
sopra la terra bruna? Uno dice "una torma
di cavalieri", uno "di fanti", uno "di navi".
Io, "ciò che s’ama".
Farlo capire a tutti è così semplice!
Ecco: la donna più bella del mondo,
Elena, abbandonò
il marito (era un prode) e fuggì
verso Troia, per mare.
E non ebbe un pensiero per sua figlia,
per i cari parenti: la travolse
Cipride nella brama.
anche a me d’Anattoria
ora desta memoria, ch’è lontana.
Di lei l’amato incedere, il barbaglio
del viso chiaro vorrei scorgere,
più che i carri dei Lidi e le armi
grevi dei fanti.

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Orribile notte d’insonnia di Paul Verlaine

Orribile notte d’insonnia


Orribile notte d’insonnia! –
senza la presenza benedetta del tuo caro corpo accanto a me,
senza la tua bocca tanto baciata anche se troppo scaltra e sempre in malafede,
senza la tua bocca tutta menzogne,
ma così franca quando ci penso
e che sa consolarmi sotto l’aspetto e la specie di una fragola – e, buona commedia! – di un plausibilissimo parlare,
e soprattutto il pentacolo dei tuoi sensi e il miracolo multiplo e uno,
fiore e frutto,
dei tuoi duri occhi di strega, duri e dolci a modo tuo… Buon Dio! che terribile notte!

(Paul Verlaine)

 

Dipinto: The Martyr of the Solway di John Everett Millais

Millais nacque da una famiglia originaria della contea dello Jersey e presto, grazie al suo straordinario talento, venne ammesso alla Royal Academy nonostante avesse solo undici anni. Lì conobbe William Holman Hunt e Dante Gabriel Rossetti, che nel 1848 fondarono insieme a lui la Confraternita dei Preraffaelliti. Dopo il suo matrimonio Millais indicò come modelli pittori quali Velázquez e Rembrandt, rinnegando completamente il suo passato di preraffaellita. Millais venne nominato baronetto nel 1885, per i suoi meriti di pittore e per il suo grande impegno all’interno della Royal Academy. Dopo la morte di Frederic Leighton nel 1896, divenne presidente della Royal Academy per qualche mese, prima di morire di cancro alla gola.

 

 

 

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Vicky Cristina Barcelona

Un film di Woody Allen. Con Scarlett Johansson, Penelope Cruz, Javier Bardem, Rebecca Hall, Patricia Clarkson, Commedia, durata 90 min. – USA, Spagna 2008. – Medusa data uscita 17/10/2008.

 

Vicky (Rebecca Hall) e Cristina ( Scarlett Johansson) sono due grandi amiche dai caratteri diversi e una concezione dell’amore del tutto opposta. Vicky, dal carattere fermo e razionale, è avvinghiata a una sorta di amore autoimposto verso il fidanzato e Cristina, perennemente insoddisfatta dalla ricerca del proprio io, è disinibita e aperta a nuove esperienze. L’invito, da parte di lontani parenti di Vicky, a Barcelona determina l’incontro delle ragazze con il fascinoso pittore Juan Antonio, legato ad una tormentata relazione erotico-artistica con la nevrotica ex moglie Maria Elena (Penelope Cruz). Affascinandole con una seduzione sottile e irresistibile e superando le miriadi di differenze tra l’una e l’altra, le spingerà a chiarire il loro rapporto con l’amore e con se stesse. Woody Allen si cimenta in un progetto per molti aspetti nuovo rispetto alle sue precedenti opere, eppure in gran parte del film non si discosta dalle sue impostazioni tradizionali. La novità più palese è la scelta di Barcelona come sfondo della storia. Javier Aguirresarobe, con la sua magistrale fotografia, riesce a enfatizzarne il lato solare, caldo, latino. Così Allen si discosta dal grigiore tetro e rassicurante di Londra, spesso protagonista dei suoi film, e dalla sempre presente New York. E’ proprio nel luogo simbolo della passione che il regista cerca di rappresentare le mille sfaccettature dell’amore, che s’incastrano nella vita di ogni essere umano, talora senza senso, prive di razionalità ma talmente cariche di vita e fascino da non poter essere che vissute. L’amore perciò appare nella sua veste di quotidianità e stabilità, ma anche nella forma di novità,sensualità, talora anche perversione o pazzia, gelosia, rabbia. L’amore raccontato è eterosessuale, omosessuale, a tre. Insomma Allen cerca di portare in 90 minuti di proiezione un riassunto dell’amore, facendo il modo che lo spettatore possa identificarsi con almeno una delle ipotesi rappresentate. Nonostante la novità tematica, gli artifici artistici di Allen ci sono tutti: dai dialoghi fitti e intensi, alle discussioni sul talento e la genialità, fino alla presenza di riferimenti cinematografici importanti come qualche scena del film “L’ombra del dubbio” di Hitchcock. Ottima la struttura basilare del film, anche se alla fine si ha la sensazione che tutta la proiezione si dissolva nel nulla e non resti più alcun appiglio cui aggrapparsi. Tutto torna alla normalità in maniera poco profonda. Ed ecco perciò la tipica leggerezza dei film di Allen. Il vero protagonista è Javier Bardem, che interpreta il pittore latino in maniera così reale e sensuale da meritare grandi encomi. Penelope Cruz è una vera rivelazione, affascinante, nevrotica, perfetta. Grandi applausi anche agli altri due grandi nomi del cinema mondiale: Rebecca Hall e Scarlett Johansson, seppur oscurate dal talento dei due colleghi. Il tutto rende il film fresco, leggero, ironico. Da gustare nell’attesa di un desiderato ritorno di Allen sul grande schermo nelle vesti di attore delle sue originali e particolari storie.

"Solo l’amore inappagato è davvero romantico."

"Sarò soddisfatta solo quando troverò quello che cerco."

"Sono sicura solo di cio’ che non voglio"

"Cosa vuoi dalla vita se non un uomo con le mutande giuste?"

"Siamo fatti l’uno per l’altra ma non siamo fatti l’uno per l’altra: è una contraddizione."

"Essendo romantica tende all’autodistruzione…"

 

 

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Operazione Valchiria

Un film di Bryan Singer. Con Tom Cruise, Kenneth Branagh, Bill Nighy, Tom Wilkinson, Carice van Houten, Thomas Kretschmann, Terence Stamp, Eddie Izzard, Jamie Parker, Christian Berkel, Tom Hollander, Julian Morris, Kenneth Cranham, Kevin McNally, Harvey Friedman, David Schofield, Andy Gatjen, Halina Reijn, Werner Daehn, David Bamber, Matthias Schweighöfer. Genere Thriller, colore 120 minuti. – Produzione USA, Germania 2008. – Distribuzione 01 Distribution – [Uscita nelle sale venerdì 30 gennaio 2009]

"Claus Philipp Maria Schenk Graf von Stauffenberg è un colonnello della Wehrmacht che sta combattendo nel Nord Africa ma ha già maturato una profonda ribellione contro i metodi hitleriani. Un attacco aereo lo priva di un occhio, del braccio destro e di due dita del sinistro. Rientrato in Germania si unisce a un gruppo di militari di grado elevato che intendono ridurre Hitler all’impotenza. Il piano prende progressivamente forma: si dovrà attentare alla vita del Fuhrer e immediatamente dopo, attuando un piano già istituzionalizzato, accusare le SS dell’omicidio, neutralizzarle e assumere il comando di una nuova Germania. Il 20 luglio 1944 Von Stauffemberg in persona porta l’ordigno esplosivo nella Tana del Lupo ed è testimone dell’esplosione. Quello che non sa è che Hitler si è salvato."

Ho trovato questo film davvero interessante. Innanzitutto perché non solo ha mostrato l’ostilità e lo sdegno che non solo il mondo, ma anche i tedeschi stessi sentivano per Hitler, ma anche il coraggio di alcuni uomini che hanno cercato di porre fine alle atrocità di cui si sentivano colpevoli tra i colpevoli. Il tema del nazismo è predominante nella cultura cinematografica anche antecedente ( a parte il famoso Shindler’s List, ricordiamo il pianista, il giorno più lungo, l’allievo, la vita è bella) . Il motivo fondamentale sta nel fatto che riesce a toccare punti dolorosi del cuore degli uomini di ogni generazione. Nel corso della storia è stato compiuto uno scempio da non dimenticare, frutto di un uomo e di parte dei tedeschi che lo hanno innalzato ai vertici del potere. Ma come è più volte ripetuto nel film: la storia non deve ricordare tutti i tedeschi come sostenitori di Hitler. I tentativi di ucciderlo sono stati molteplici all’interno stesso del regime. In un modo o nell’altro il fato è sempre stato benefico tanto che solo lui stesso ha posto fine alla sua vita suicidandosi. Il film è tratto da una storia vera: il tentativo di uccidere Hitler, ad opera del colonnello Claus von Stauffenberg e di altri importanti alti ufficiali della Wehrmacht. Il colonnello, nato nel 1907, a 19 anni era già ufficiale cadetto. Rampollo della nobiltà e classe dirigente tedesca, era simbolo di una Germania che non poteva mai identificarsi nel nazionalsocialismo di Hitler. Dopo aver perso un occhio, una mano e due dita dell’altra in Africa, si decise ad agire, per spodestare Hitler dal trono dorato della sua crudeltà. Il tentativo chiamato effettivamente “ Complotto di Luglio” mirava anche a rovesciare l’intera organizzazione del Fuhrer e porre fine alla guerra cercando la pace con gli alleati. Il film racconta l’operazione nei minimi dettagli ma “le operazioni militari non vanno mai come si ipotizza”. Nonostante l’accuratezza dei dettagli, il coraggio, la furbizia, l’operazione fallisce miseramente, anche per l’intempestività degli esponenti anti-hitler, che non sono stati in grado di creare delle alleanze tra loro solide come quelle create dal Fuhrer con i suoi uomini.

Era anche il terrore suscitato dalle orrende morti per cui era famoso Hitler a spingere la Germania a stare dalla sua parte.

Il film dunque è di grande interesse storico. Mostra una Germania logorata dall’interno, desiderosa di un cambiamento, di pace, di serenità.

Il produttore e protagonista del film è Tom Cruise. Egli ha dovuto affrontare numerosi problemi legati alla sua produzione. Non solo l’ostilità della famiglia del colonnello Claus von Stauffenberg , fervente cattolica, che non vedeva di buon occhio la scelta di Cruise stesso nella parte del colonnello, per le sue note convinzioni religiose basate sulla Scientology, ma anche le difficoltà di girare delle scene nel Bender Block di Berlino( presso il Ministero della difesa), luogo di grande valore simbolico del sentimento nazionale tedesco. A ciò si aggiungono diversi inconvenienti tecnici: incidenti di comparse, reagenti chimici che rovinano parte della pellicola, problemi di tagli e montaggi alternativi e tanta sfortuna.

Il film nel complesso, nonostante i vari inconvenienti, è molto valido. Nonostante sia un thriller , non c’è molta suspance. Si sottolineano più i preparativi dell’operazione, l’introspezione dei personaggi, i dubbi e il coraggio degli uomini. Nonostante le critiche ho apprezzato l’interpretazione di Cruise dal punto di vista militare, un po’ meno dal punto di vista sentimentale.

Il film è stato girato a Berlino e perciò le ambientazioni originali rendono bene l’essenza della storia. E’ un tassello in più per far si che anche le generazioni future ricordino l’orrore di quegli anni e soprattutto che non tutti i tedeschi erano dalla parte del male, affinché la storia non si ripeta e serva da monito. Nel complesso dunque il mio giudizio è molto positivo.    

 "Molti riconobbero il male. Alcuni osarono sfidarlo."

" Possiamo servire la Germania o il Fuhrer non entrambi."

 

 

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