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Vicky Cristina Barcelona

Un film di Woody Allen. Con Scarlett Johansson, Penelope Cruz, Javier Bardem, Rebecca Hall, Patricia Clarkson, Commedia, durata 90 min. – USA, Spagna 2008. – Medusa data uscita 17/10/2008.

 

Vicky (Rebecca Hall) e Cristina ( Scarlett Johansson) sono due grandi amiche dai caratteri diversi e una concezione dell’amore del tutto opposta. Vicky, dal carattere fermo e razionale, è avvinghiata a una sorta di amore autoimposto verso il fidanzato e Cristina, perennemente insoddisfatta dalla ricerca del proprio io, è disinibita e aperta a nuove esperienze. L’invito, da parte di lontani parenti di Vicky, a Barcelona determina l’incontro delle ragazze con il fascinoso pittore Juan Antonio, legato ad una tormentata relazione erotico-artistica con la nevrotica ex moglie Maria Elena (Penelope Cruz). Affascinandole con una seduzione sottile e irresistibile e superando le miriadi di differenze tra l’una e l’altra, le spingerà a chiarire il loro rapporto con l’amore e con se stesse. Woody Allen si cimenta in un progetto per molti aspetti nuovo rispetto alle sue precedenti opere, eppure in gran parte del film non si discosta dalle sue impostazioni tradizionali. La novità più palese è la scelta di Barcelona come sfondo della storia. Javier Aguirresarobe, con la sua magistrale fotografia, riesce a enfatizzarne il lato solare, caldo, latino. Così Allen si discosta dal grigiore tetro e rassicurante di Londra, spesso protagonista dei suoi film, e dalla sempre presente New York. E’ proprio nel luogo simbolo della passione che il regista cerca di rappresentare le mille sfaccettature dell’amore, che s’incastrano nella vita di ogni essere umano, talora senza senso, prive di razionalità ma talmente cariche di vita e fascino da non poter essere che vissute. L’amore perciò appare nella sua veste di quotidianità e stabilità, ma anche nella forma di novità,sensualità, talora anche perversione o pazzia, gelosia, rabbia. L’amore raccontato è eterosessuale, omosessuale, a tre. Insomma Allen cerca di portare in 90 minuti di proiezione un riassunto dell’amore, facendo il modo che lo spettatore possa identificarsi con almeno una delle ipotesi rappresentate. Nonostante la novità tematica, gli artifici artistici di Allen ci sono tutti: dai dialoghi fitti e intensi, alle discussioni sul talento e la genialità, fino alla presenza di riferimenti cinematografici importanti come qualche scena del film “L’ombra del dubbio” di Hitchcock. Ottima la struttura basilare del film, anche se alla fine si ha la sensazione che tutta la proiezione si dissolva nel nulla e non resti più alcun appiglio cui aggrapparsi. Tutto torna alla normalità in maniera poco profonda. Ed ecco perciò la tipica leggerezza dei film di Allen. Il vero protagonista è Javier Bardem, che interpreta il pittore latino in maniera così reale e sensuale da meritare grandi encomi. Penelope Cruz è una vera rivelazione, affascinante, nevrotica, perfetta. Grandi applausi anche agli altri due grandi nomi del cinema mondiale: Rebecca Hall e Scarlett Johansson, seppur oscurate dal talento dei due colleghi. Il tutto rende il film fresco, leggero, ironico. Da gustare nell’attesa di un desiderato ritorno di Allen sul grande schermo nelle vesti di attore delle sue originali e particolari storie.

"Solo l’amore inappagato è davvero romantico."

"Sarò soddisfatta solo quando troverò quello che cerco."

"Sono sicura solo di cio’ che non voglio"

"Cosa vuoi dalla vita se non un uomo con le mutande giuste?"

"Siamo fatti l’uno per l’altra ma non siamo fatti l’uno per l’altra: è una contraddizione."

"Essendo romantica tende all’autodistruzione…"

 

 

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Juno

Un film di Jason Reitman. Con Ellen Page, Michael Cera, Jennifer Garner, Jason Bateman, Olivia Thirlby, Allison Janney, Rainn Wilson, J. K. Simmons. Genere Commedia, colore 92 minuti. – Produzione USA, Canada, Ungheria 2007. – Distribuzione 20th Century Fox – [Uscita nelle sale venerdì 4 aprile 2008]

"Un’adolescente, sicura di sé e dalla lingua affilata, riesce ad avere il controllo della situazione una volta che scopre di essere rimasta incinta di un suo coetaneo."

Ho trovato questo film carico di una dolcezza incredibile. La gravidanza di Juno procede nel susseguirsi delle stagioni, delle emozioni, della vita. Ed è dolce vedere la forza e la fragilità di una piccola grande sedicenne, pronta ad affrontare, con la battuta irriverente sempre pronta, la vita, come neanche noi “grandi” riusciamo a fare. Perché questo è quello che fa. Non tentenna. Non sopravvive. Vive. Juno è infondo una donna matura. Matura nella sua immaturità. Il tema di fondo è la nascita del suo bambino. Concepito da un amore non ancora nato. O forse non ancora capito. Perché anche l’amore necessita una grande comprensione. Un bimbo non desiderato. Ma a sua volta desiderato. E questo descrive perfettamente la vita. Spesso chi può non vuole. Chi desidera non può. E il cerchio della vita continua mentre noi comuni mortali tentiamo di districarne i fili. Il film è una continua domanda, che sfocia nel più grande quesito, che tutti noi almeno una volta nella vita ci siamo posti: “Esiste l’amore che dura tutta la vita? Come lo si riconosce?” Il padre di Juno riesce a trasmetterci una grande verità. La persona giusta è quella persona che vede in te la perfezione in qualsiasi momento. Quella che guardandoti pensa che “caghi rose dal sedere”. Che ti accetta per quello che sei. Sempre. Il film è frizzante, irriverente, allegro. Il tema non è trattato con superficialità. Ma con una forza che coglie lo spettatore e lo invita ad essere come Juno. Forte. A non aver paura. Un tema attuale. Un tema reale. La famiglia di Juno rompe ogni convenzione. E’ comprensiva e le lascia molta libertà. Ed è molto più unita di quello che sembra. C’è amore. Che manca invece nella sorridente famiglia borghese che sembra perfetta ma che perde acqua da tutti i pori. Perché la vita non è perfezione. Noi umani siamo il peggior difetto mai creato. Ma siamo speciali proprio per questo. Colpisce la bravura di Ellen Page. Espressiva, spiritosa e malinconica al punto giusto. Ottimi i paesaggi, molto colorati e molto intensi. Insomma nel complesso è un film consigliato, che merita di certo l’Oscar per la sceneggiatura (Diablo Cody) originale, profonda e soft al punto giusto. Complimenti a Jason Reitman, che è riuscito a raggiungere un perfetto equilibrio, degno dei nostri consensi.

So che uno dovrebbe innamorarsi prima di riprodursi ma credo che la normalità non faccia per noi!

Sei un amante part-time e un amico full time…

Dentro di me scorre la vita, dentro di te cibo messicano.

Sono già incinta quale altro pastrocchio potrei combinare?

Non vomiterei mai nel tuo vaso antico…

Anche mia figlia di cinque anni, che non è la più brillante della classe, saprebbe farlo, quindi vada a scuola e impari un vero mestiere!

Non credo ti abbia guardato storto… è la sua faccia che è così!

Ti ho detto che sono incinta e tu cazzeggi in modo allucinante?

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La sposa fantasma

Un film di Jeff Lowell. Con Eva Longoria, Paul Rudd, Lindsay Sloane, Stephen Root, Kali Rocha, Lake Bell, Morgan Sheppard, Sam Pancake. Genere Commedia, colore 96 minuti. – Produzione USA 2008. – Distribuzione Eagle Pictures – [Uscita nelle sale giovedì 24 aprile 2008]

"Kate sta controllando ossessivamente ogni particolare del ricevimento per il suo imminente matrimonio con Henry, quando viene travolta e uccisa dalla statua di ghiaccio di un angelo, trasportata su un furgone da un autista ubriaco. Un anno dopo, la sorellina di Henry, decisa a fare qualcosa per scuoterlo dal torpore del lutto, gli presenta Ashley, una giovane donna che si divide tra un’impresa di catering e un lavoro da veggente. Scettico riguardo alle sue doti da Cassandra, Henry desidera comunque continuare a frequentarla, perché tra i due è sbocciato in fretta l’amore. Peccato che il fantasma di Kate non abbia nessuna intenzione di lasciarlo migrare nelle braccia di un’altra donna e preferisca dichiarare guerra aperta alla povera Ashley, l’unica, d’altronde, che è in grado di vederla e di comunicare con lei."

Ho trovato questo film, a differenza delle critiche stroncatorie, molto divertente. La storia è banale, ricorda un pò Ghost, ma secondo me è ben rappresentata. Le situazioni comiche la rendono piacevole e divertente. Infondo è la solita commediola romantica americana e non si può pretendere che sia un capolavoro ma tutte queste critiche sono davvero eccessive. Ho molto apprezzato Lake Bell, è stata capace di rendere vere le emozioni della protagonista divisa in due, tra amore e paura. Capace di rendere particolare un personaggio non semplice e ricco di sfaccettature. Non molto in forma Paul Rudd, certamente affranto per il dolore, ma troppo appiattito. Troppo finto. Infine ho trovato decisamente in parte Eva Logoria, con un caratterino tutto pepe e logorroica al punto giusto. Insomma non c’è molto da scrivere su questo piacevole film, adatto per un pò di relax, in cui qualche lacrimuccia scappa sempre ma soprattutto molte risate, e dal lieto e allo stesso tempo triste fine.Così siamo tutti contenti: ottimisti e pessimisti.

 

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27 volte in bianco

Un film di Anne Fletcher. Con Katherine Heigl, James Marsden, Edward Burns, Judy Greer, Malin Akerman. Genere Commedia, colore 107 minuti. – Produzione USA 2008. – Distribuzione 20th Century Fox – [Uscita nelle sale venerdì 21 marzo 2008]

"Jane è una ragazza romantica e generosa, anche troppo a volte, follemente innamorata del suo capo e dei matrimoni. La sua passione per le cerimonie nuziali è talmente forte che finora ha partecipato a ben 27 matrimoni in ‘veste’ di damigella e tiene custoditi nell’armadio tutti i bellissimi abiti indossati di volta in volta. Questo in attesa del giorno in cui arriverà finalmente il ‘suo’ giorno più bello, magari insieme all’uomo dei suoi sogni, che non sembra essersi ancora ‘accorto’ di lei e che proprio non riesce a vederla in ‘quel modo’. Nel frattempo Jane dovrà accontentarsi del corteggiamento cinico ed opportunista di un’adorabile canaglia di nome Kevin, un cronista a caccia di scoop sulla ‘ragazza dei matrimoni’. A svegliare la ragazza da ogni illusione, il ritorno della sorella minore Tess, un’insopportabile viziata biondina mozzafiato che in un colpo solo riuscirà a distruggere i suoi sogni d’amore e la sua fissazione per i ricevimenti di nozze."

Ho trovato questa commedia molto divertente. La storia è abbastanza semplice e prevedibile, però le gag sono continue e carine tanto che il film non annoia neanche un attimo. Il momento clou della storia è lo sfoggio dei 27 vestiti da damigella. Gli uomini saranno restati inorriditi da quella scena ma noi donne, amanti della moda, ne abbiamo tratto diversi benefici. Ho riflettuto molto sull’usanza americana delle damigelle. Credo che coincidano ai nostro " testimoni" ma non ne sono certa. Gli americani, come nel loro stile, "colorano" qualsiasi cosa e rendono divertente qualsiasi cosa. Certo spesso peccano di eleganza. Ma almeno prendono la vita più alla leggera di noi. Con più allegria. Quella che ci vorrebbe sempre in ognuno di noi. Magari deciderò di sposarmi a New York o d celebrare qui un matrimonio all’americana. Chissà! Avrò qualche difficoltà nel trovare le damigelle suppongo. Ma costringerò qualche mia amica. Nel cast, a parte a Katherine Heigl uscita dal mondo dell passerelle e degnamente arrivata a quello del cinema, il mio encomio va a James Marsden. Davvero affascinante e bravino. Nel complesso insomma è una tipica commedia americana leggera e coinvolgente, con un salto nella moda da cerimonia americana che di certo non guasta. Spassoso!

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Tutti i numeri del sesso

Un film di Daniel Waters. Con Simon Baker, Winona Ryder, Leslie Bibb, Mindy Cohn, Robert Wisdom, Patton Oswalt, Tanc Sade, Julie Bowen, Neil Flynn, Dash Mihok. Genere Commedia, colore 151 minuti. – Produzione USA 2007. – Distribuzione Moviemax – [Uscita nelle sale venerdì 14 marzo 2008]

"Roderick Blank è bello, sexy, elegante e sicuro di sé, un uomo soddisfatto della sua vita, sotto ogni punto di vista. Come ogni scapolo d’oro che si rispetti sta per sposarsi con una donna altrettanto perfetta, ma senza esserne del tutto convinto. Tutto fila liscio fino a che un giorno non riceve una strana e-mail contenente la lista dei nomi, in ordine cronologico, di tutte le donne con cui ha fatto sesso. 101 nomi che vanno ben oltre i 29 effettivi di cui Rod si ricorda, ma la spiegazione è semplice: nella lista non compaiono solo le conquiste del passato ma, inspiegabilmente, anche quelle del futuro. Uno scherzo, un regalo del cielo o un oscuro presagio? Sta di fatto che l’ultimo nome della lista coincide con quello di una serial killer che i media hanno soprannominato Death Nell. Pare infatti che chiunque faccia sesso con lei cada poi misteriosamente in coma."

Ho trovato questo film davvero molto carino. Nonostante il titolo che sembra presagire chissà che, il film non ha nulla di volgare o di eccessivo dal punto di vista sessuale. La storia racconta di un gioco imprevedibile di una macchina multimediale del destino che sputa sentenze di vario tipo sulla vita degli uomini, inviandole per e mail. Alcuni sono destinati a morire e dunque otterranno solo una semplice data, Roderick invece a sapere la lista delle persone con cui andrà a letto durante tutta la sua vita. L’ultimo nome è di una spietata donna famosa per aver portato in coma tutti gli uomini con cui è stata. Se dapprima Roderick fuggirà da lei alla fine non potrà più fuggire e la storia prenderà una piega imprevedibile che la rende davvero piacevole. L’intreccio degli eventi è molto coinvolgente e divertente. Non mancano risate di gusto. Tra gli attori del resto spiccano grandi nomi, come Simone Baker e Winona Rider, belli e disperati al punto giusto. Una black commedy da apprezzare per la sua leggerezza e per il mondo con cui diverte senza esagerare e senza cadere nel banale. Davvero consigliata.

"Tu non hai un problema con il sesso, è il sesso che ha un problema con te!"

 

 

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Lezioni di felicità – Odette Toulemonde -

Un film di Eric-Emmanuel Schmitt. Con Catherine Frot, Albert Dupontel, Jacques Weber, Fabrice Murgia, Nina Drecq, Camille Japy, Alain Doutey, Julien Frison. Genere Commedia, colore 100 minuti. – Produzione Francia, Belgio 2006. – Distribuzione Videa – CDE – [Uscita nelle sale venerdì 7 marzo 2008]

"Odette Toulemonde è una deliziosa e solare quarantenne, un po’ Cenerentola e un po’ Mary Poppins. Vedova con due figli a carico, lavora come commessa nel reparto maquillage di un grande magazzino e, nel poco tempo libero che riesce a ritagliarsi, ama perdersi nelle pagine dei romanzi del suo scrittore preferito, l’uomo dei suoi sogni, l’artefice del suo smisurato ottimismo. Grazie a lui Odette riesce a dimenticare ogni problema, a fuggire in un’altra dimensione, a sentirsi la protagonista di una favola romantica d’altri tempi. A volte riesce ad essere talmente felice da spiccare il volo e arrivare in alto, su nel cielo, volteggiando leggiadra e impalpabile nell’aria come le piume colorate che di sera applica sui costumi delle ballerine delle riviste. Odette non avrebbe molto di cui essere allegra, ma nonostante tutto lo è, al contrario del fascinoso scrittore parigino Balthazar Balsan, ricco e famoso ma, come ogni artista, spesso triste e insicuro. Sulla carta i due non hanno niente in comune, ma nella vita, come nelle favole, tutto può succedere… "

Chi di noi non si è mai chiesto, almeno una volta nella vita, che cos’è la felicità? Sono felice? Credo che questo film ne dia una spiegazione. Una tra le tante possibili. Ma una valida. Simile a quella che darei io. E’ un film leggero, divertente, musicale, francese. E’ un film che libera l’animo da brutti pensieri e per 100 minuti ti fa sentire leggera come le chiare montate a neve di Odette. La storia è semplice. Un amore impossibile che alla fine s concretizza. Non prima di innumerevoli situazioni che rasentano il paradossale. Ad esempio: ogni giorno Odette saluta Gesù intento in qualcosa di diverso. O camminare sul mare, o portare la croce. Un modo diverso e alternativo di inserire nel film la religiosità che comunque non c’entra nulla col resto del film. E’ proprio un elemento a se stante. Inoltre la storia ci dimostra che la felicità va cercata nelle piccole cose e che in fondo è uno stato d’animo. Odette non si da mai per vinta. E’ sempre allegra e vede "il bicchiere sempre mezzo pieno". E’ l’emblema della felicità tanto che chi le sta accanto se ne nutre senza poterne fare a meno. Ogni tanto si concede qualche volo interiore ed "esteriore" ed è questo che la rende speciale. I personaggi inoltre sono portati davvero all’eccesso. I figli di Odette sono il tipico maschio omosessuale e la tipica femmina mascolina. Questo per me dimostra il senso della società attuale, dove spesso i ruoli s’invertiscono inesorabilmente. Odette è la perfetta mediatrice degli eccessi. Balthazar Balsan, scrittore infelice, s’imbatterà in lei e non riuscirà più ad andare via, nonostante l’enormi differenze tra loro. In primis la cultura. Lo stato sociale. Questo a dimostrazione che l’amor non ha un prezzo ma è universalmnente valido sia nelle "stalle" che nelle "stelle", e si può incrociare in maniera morbosa. Gli attori non sono molto famosi, anche se devo apprezzare la professionalità di Catherine Frot. Il film è leggero ma il personaggio di Odette è particolare e di difficile intrpretazione. Il regista,Eric-Emmanuel Schmitt,è stato eccelso nel intrecciare realtà e fantasia. Situazioni concrete e particolari in un miscuglio che non stona anzi. Non posso fare a meno di notarne il cognome. Uguale a quello del noto filosofo Carl Schmitt. Per lo più giurista ma anche noto per alcune tesi sulla crisi delle società moderne. Anche questo film cerca di risollevare gli animi umani lesi da questa società che avanza senza farci respirare. Credo che il regista non abbia nulla a che vedere con questo mio paragone ma mi è venuto in mente e non me ne vogliate se ho deciso di inserirlo. Insomma per me questo film merita attenzione, soprattutto per ritrovare il sorriso spesso spento dalla realtà che ci opprime e ci rende schiavi di un sistema da cui ogni tanto è bene risollevarsi.

"Che succede? forse sono felice…"


 

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Love Actually – L’amore davvero -

Un film di Richard Curtis. Con Hugh Grant, Liam Neeson, Colin Firth, Emma Thompson, Alan Rickman, Keira Knightley, Martine McCutcheon, Bill Nighy, Rowan Atkinson, Denise Richards, Billy Bob Thornton, Elisha Cuthbert, Rodrigo Santoro, Laura Linney, Martin Freeman. Genere Commedia, colore 129 minuti. – Produzione Gran Bretagna 2003.

"Pochi giorni a Natale in una Londra dove l’amore è dappertutto. Dieci storie di ogni risma si intrecciano a formarne una sola: Hugh Grant è il nuovo Premier appena insediatosi e si innamora di una ragazza del suo staff; sua sorella (Emma Thompson) è convinta di essere cornificata dal marito (Alan Rickman) che in effetti è molto attratto da una collega, che già aveva fatto perdere la testa ad uno scrittore (Colin Firth), il quale fugge in Francia per dimenticarla e lì… Si avvicina il Natale, verso cui convergono tutte queste storie."

Ho trovato questo film davvero interessante. E’ difficile parlare d’amore e non cadere nel banale o in commedie sentimentali inguardabili. Questo film è riuscito a raccontare l’amore da diversi punti di vista. A esser coinvolgente e molto divertente. Le 10 storie raccontare s’intrecciano formando un’unica grande storia che le comprende tutte e rende il messaggio incisivo e profondo. E poi il tutto accade a Natale e come si sa a Natale si è tutti più buoni. Più romantici. Più innamorati. Sarebbe fantastico se quest’atmosfera durasse anche gli altri 364 giorni. Ma tralasciamo… Meglio non dilungarsi sull’interiorità umana perché si potrebbero scrivere trattati immensi e contraddittori. Il cast del film è davvero stellare. Ottima l’interpretazione ( inutile sottolinearne il fascino e la fisicità perché è palese) di Hugh Grant, Colin Firth, e Alan Rickman. Un grande elogio anche a Emma Thompson e Keira Knightley. Bellissime e bravissime. Un ultima parola la spreco per Rodrigo Santoro. Non ha detto una parola, ma la scena in cui era solo in slip vale l’intero film.  La sceneggiatura rende bene e Richard Curtis è stato davvero possente nel dipanarne storie ed emozioni. Anche le ambientazioni natalizie meritano attenzione. Insomma nel complesso non un capolavoro ma un film allegro, che anche solo per la simpatia vale la pena di essere visto.

 

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Sms sotto mentite spoglie

Un film di Vincenzo Salemme. Con Vincenzo Salemme, Giorgio Panariello, Luisa Ranieri, Lucrezia Lante Della Rovere, Enrico Brignano, Gabriela Belisario, Teodoro Giambanco, Raffaele Pisu, Pia Velsi, Anna Longhi, Luisa De Filippo. Genere Commedia, colore 90 minuti. – Produzione Italia 2007. – Distribuzione Medusa – [Uscita nelle sale venerdì 12 ottobre 2007]

"Tommaso è un uomo realizzato professionalmente e affettivamente. Nonostante i diciotto anni di matrimonio è ancora innamorato di Chicca, la bella e desiderabile moglie con la quale c’è intesa sessuale e affinità elettiva. Ora che i due figli sono cresciuti e indipendenti (la sera escono lasciandoli soli), Chicca può scatenare tutta una serie di fantasie erotiche. Per stare al gioco, Tommaso le invia un focoso sms che però per errore arriva a Chiara, la moglie di Gino, il suo migliore amico. Tutt’altro che offesa dal messaggio, Chiara si offre anima e corpo a Tommaso mettendo in pericolo l’equilibrio mentale (e familiare) dell’uomo."

Devo dire che questo film, nonostante fossi partita molto prevenuta, si è rivelato un successo. Sinceramente mi aspettavo la solita commedia italiana di corna e cornetti, in stile Neri Parenti, e invece mi sono ritrovata a ridere davvero e di gusto. Il film diverte senza cadere nella volgarità e questo è un grande passo avanti circa le commedie natalizie cui siamo abituati da anni. La storia ovviamente riguarda amori e tradimenti ma lo fa con una leggerezza e una simpatia indescrivibile. Tre tipi di comicità si fondono in un’unica rappresentazione. L’ironia napoletana di Salemme, la toscana di Panariello e la romana di Brignano rendono la pellicola un mix di risate. L’intrattenimento è il solito ma con una marcia in più. Anche i personaggi femminili, Luisa Ranieri e Lucrezia Lante Della Rovere,meritano un applauso per la loro semplicità e linearità. Sono credibili, vere. Non come i soliti personaggi alla Aida Yespica, tutto corpo e niente bravura. Il miglior personaggio del film è però senza dubbio il cameriere dello Sri Lanka, ossessionato dai piccioni. Lui e Panariello, grazie a dei biscotti particolari, renderanno la scena finale unica e spassosa. Insomma a me il film nel complesso è piaciuto. Consigliato per una serata soft e rilassante con gli amici.

"Anche io nel mio piccolo ho il mio pubblico…"

"Nà bott’esagerata!!!"

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Non è mai troppo tardi

Un film di Rob Reiner. Con Jack Nicholson, Morgan Freeman, Sean Hayes, Beverly Todd, Rob Morrow, Alfonso Freeman, Serena Reeder, Ian Anthony Dale, Christopher Stapleton. Genere Commedia, colore 96 minuti. – Produzione USA 2007. – Distribuzione Warner Bros Italia – [Uscita nelle sale venerdì 25 gennaio 2008]

"Edward Cole è un ricchissimo ed eccentrico proprietario di cliniche che, a seguito di sue stesse direttive, si trova ricoverato in una propria struttura assieme al decisamente più umile e tranquillo Carter Chambers. Entrambi con pochi mesi davanti, a causa di una grave malattia, decidono di togliersi, nel breve tempo che resta loro, tutti gli sfizi che non hanno mai potuto levarsi nella propria vita: il viaggio che li vedrà protagonisti però, servirà a ben altro…"

Ho trovato questo film per un verso molto triste per via dell’inevitabile incontro finale con la morte, per un altro verso molto interessante per gli spunti riflessivi e morali che è riuscito ad offrirmi.
E’ stato consolante vedere che esiste qualcuno che riesce a prendere la morte con quella leggerezza che merita. E’ inevitabile. E’ certa. Bisogna solo attendere il momento. A cosa serve crogiolarsi nel dolore. Meglio vivere fino alla fine intensamente come hanno deciso di fare i protagonisti.E’ curioso che il 96 per certo delle persone non voglia sapere con certezza il giorno della propria morte. Anche io appartengo a questa enorme percentuale e anche Carter nonostante abbia ammesso di aver creduto diversamente. E’ meglio vivere senza restare ossessionati da un momento che accadrà ma non si sa quando. E cercare di realizzare tutti i nostri desideri. Come i due protagonisti. La nostra lista. E farlo prima che sia troppo tardi e non possa arrivare primavera per vedere l’Himalaya. La morte è un tema toccante e troppo difficile da spiegare a parole. Come tutti i misteri della vita meglio lasciarlo sopito e risvegliarlo solo una volta, l’ultima. Per morire solo quella volta. L’uomo vive felicemente proprio non pensando all’arrivo ma godendosi il tragitto. E’ questo quello che dovremmo fare. Vivere gustando ogni attimo, mangiandolo lentamente, boccone dopo boccone.
Gli affetti sono il tema fondamentale di questo bel film. La famiglia di Carter così unita e la solitudine di Edward che si risolve in un abbraccio con figlia e nipote, si contrappongono inesorabilmente come le opposte vite dei protagonisti per unirsi indissolubilmente nell’ultimo respiro.
Un film toccante. Impressionante. In cui il confine tra vita e morte appare chiaro, nitido, estremo, spaventoso.
Il mio grande applauso va a Jack Nicholson e a Morgan Freeman, indiscussi professionisti dell’arte cinematografica, meritatissimi premi Oscar e caratteristi perfetti dei propri personaggi.
Un encomio a Rob Reiner, che nonostante la difficoltà del tema trattato è riuscito a non cadere nel banale o in frasi fatte che rovinano atmosfera e riflessioni.
Le ambientazioni sono magnifiche. Si dipanano dalle piramidi, a Hong Kong, all’Himalaya, alla Francia, come tanti piccoli flashback che ci regalano una visione ridotta ma affascinante del mondo.
Insomma nel complesso a mio avviso il film merita parecchio. Mette un pò d’angoscia, perchè il tema di per se è abbastanza impegnativo, ma è trattato talmente degnamente che vale la pena di essere visto per poter trarre le proprie conclusioni sul senso della vita e della morte.

"Trova la gioia nella tua vita"

"Approfitta sempre di un bagno, non sprecare mai un’erezione e non fidarti mai di una scorreggia."

"Noi viviamo e muoriamo e le ruote della giostra continuano a girare"

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Emma

Un film di Douglas McGrath. Con Greta Scacchi, Gwyneth Paltrow, Jeremy Northam, Toni Collette, Alan Cumming. Genere Commedia, colore 111 minuti. – Produzione Gran Bretagna 1996.

"La storia di una ventiduenne ricca, intelligente, generosa, ben educata e molto (troppo) soddisfatta di sé. Pretende di organizzare il futuro degli altri, ma non sa farlo col proprio. Ha tante virtù e un vizio, uno dei sette capitali: la superbia. Crede di essere Dio. Riesce a emendarsene e cambiare."

Jane Austin non si smentisce mai. La storia ricalca il filone di tutti i suoi romanzi e il punto centrale sta anche qui nei rapporti sentimentali dei suoi personaggi, che comunque alla fine avranno sempre ciò che desiderano.

Ho molto apprezzato il personaggio di Emma, le sue sfaccettature e la sua indole. Non molto brava nel creare matrimoni, capirà l’importanza di un sentimento che recalcitava e riuscirà ad innamorarsi davvero e per la prima volta, non prima di aver provocato numerosi danni emotivi.

La storia è appassionante. Romantica. Ottocentesca. Un mix perfetto per renderla ai miei occhi magistrale.

Gli abiti e le ambientazioni sono ben ricostruite. E’ come se si sentissero anche gli odori del tempo.

Valida l’interpretazione di una giovane Gwyneth Paltrow, che già nel 1996 faceva trapelare il suo talento.

Un applauso dunque alla sapienza di Douglas McGrath nel tenere le redini della storia con la sua sapiente regia.

Nel complesso il mio giudizio è molto positivo.

 

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